01/03/2016

PENTIMENTO

 

Signore, come riparare le azioni mal fatte,
come ricuperare il tempo perduto,
come afferrare, nelle mie possibilità di scelta,
la sola cosa necessaria?
Alla gratitudine succede il pentimento.
Al grido di gloria verso Dio Creatore e Padre
succede il grido che invoca misericordia e perdono.
Che almeno questo io sappia fare:
invocare la Tua bontà, e confessare con la mia colpa
la Tua infinita capacità di salvare.
Kyrie eleison; Christe eleison; Kyrie eleison.
Signore pietà; Cristo pietà, Signore pietà.
Qui affiora alla memoria la povera storia della mia vita,
intessuta, per un verso, dall'ordito di singolari
e innumerevoli benefici, derivanti da un'ineffabile bontà
(è questa che spero potrò un giorno vedere ed "in eterno cantare");
e, per l'altro, attraversata
da una trama di misere azioni, che si preferirebbe
non ricordare, tanto sono manchevoli, sbagliate,
insipienti, ridicole.
Dio, Tu conosci la mia stoltezza.
Povera vita stentata, gretta, meschina,
tanto, tanto bisognosa di pazienza,
di riparazione, d'infinita misericordia.
Sempre mi pare suprema la sintesi di S. Agostino:
miseria e misericordia.
Miseria mia, misericordia di Dio.
Ch'io possa almeno onorare Chi Tu sei,
il Dio d'infinita bontà,
invocando, accettando, celebrando
la Tua dolcissima misericordia.
Amen.

(da "Pensiero alla morte" non datato)