16/05/2016

LA TESTIMONIANZA DELLO SPIRITO

In occasione della Solennità di Pentecoste del 1968, Papa Paolo VI riflette sul tema della testimonianza cristiana, originata e accompagnata dall'azione dello Spirito Santo.

Il Divino Maestro rivela una nuova maniera di comunicare con i suoi eletti; anzi, un nuovo mistero della divina presenza fra gli uomini. Annuncia l'invio del Paraclito, cioè dell'Assistente, del Consolatore, dell'Avvocato: lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo sarà mandato dal Padre e dal Figlio e sarà inviato da Gesù per mantenere nei discepoli non solo il ricordo, ma la presenza, l'azione, la grazia sua, la nuova vita che Egli infonderà in coloro che gli sono fedeli e saranno i suoi apostoli; e, dopo di loro, all'immensa schiera dell'umanità credente e per tutti i secoli che seguiranno a quell'altissimo avvenimento.Noi stessi siamo i destinatari della promessa del Signore. Essa ci ripete: vi manderò lo Spirito, il Consolatore; e lo Spirito Santo renderà testimonianza di Me; e quindi voi, a vostra volta, renderete tale testimonianza agli altri.Che vuol dire testimonianza? Significa la trasmissione di una verità in chi, ricevendola, non può direttamente esaminarla e conoscerla. La deve accogliere sulla parola, cioè per fiducia. Siamo, così, all'insegnamento sacrosanto del catechismo: bisogna credere. La nostra vita religiosa è stabilita sulla fede, cioè sull'accettazione di una testimonianza.La stessa parola ha, poi, oltreché diversi significati, molte applicazioni. Il Signore ne prospetta due principali. La prima è quella interiore, che i discepoli, i seguaci, i fedeli di Gesù possono ricevere in una maniera imponderabile ma reale e, sotto certi aspetti, tangibile, nel proprio intimo. Siffatta prima testimonianza ci dice: guarda che Cristo era ed è veramente l'Inviato da Dio: è il Figlio di Dio. Abbiamo dunque la certezza di poterci fidare di Cristo, del suo Vangelo, delle sue opere, dei suoi precetti e di tutto quanto scaturisce dalla sua apparizione nel mondo.Questa certezza interiore potremmo forse darcela da noi, ad esempio studiando bene il Vangelo, la religione, il catechismo; oppure ascoltando conferenze e lezioni, come fanno tanti studiosi e docenti per le discipline umane? No, di certo. Pur conoscendo mille cose su Gesù, la sua vita, la sua apparizione nella storia, i tanti episodi ad essa inerenti, le varie circostanze del suo passaggio sulla terra, rinomati luminari della scienza hanno scritto opere voluminose, e tuttavia sono rimasti increduli, ciechi, sordi ed inerti davanti a questa apparizione straordinaria, unica e superiore a tutte le manifestazioni umane. Quale la ragione di tale fenomeno negativo? Essi non posseggono quella adesione vitale che noi chiamiamo la fede e che porta, nientemeno, dentro il nostro spirito Gesù medesimo, come scrive San Paolo: Cristo abita, mediante la fede, nei nostri cuori.È, dunque, necessaria questa testimonianza dello Spirito: la grazia della fede. Bisogna che il Signore immetta nelle nostre anime luce nuova, capacità di pensiero, disposizione di animo, certezza ineffabile, gioia di accettare la sua parola e il suo messaggio, in modo da renderci sicuri, beati, completamente suoi, fino ad anticiparci, in qualche maniera, il possesso che, un giorno, avremo di Lui; l'incontro, che sarà allora visibile e pieno, con Dio, nei rapporti vitali e sublimi che a Lui ci uniscono. Intanto però la grazia del Signore deve sempre alimentare in noi la letizia autentica della fede: beati quelli che avranno creduto![...] Il Signore ci viene incontro con la sua promessa: Io vi manderò lo Spirito, il Consolatore, Colui che vi parla nell'intimo dell'essere. Io vi manderò lo Spirito Santo. Si tratta, è ovvio, d'un mistero insondabile. Ci basterà sapere ch'esso esiste ed opera in salvezza e in santificazione.Figliuoli carissimi [...] è lo Spirito Santo a confortarci, a illuminarci con una chiarezza che non è temeraria, né ci lascia nel dubbio e quasi nel rischio di poggiare la nostra personalità sopra elementi non stabili o insufficienti. No. È, invece, una certezza che ci rende tranquilli, gioiosi, sicuri. Credo in Te, o Signore!; aggiungendo con Pietro: Tu solo, o Signore, hai parole di vita eterna. Io credo che Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivo!