08/06/2016

IL CONCILIO E PAOLO VI. A cinquant'anni dal Vaticano II

La ricorrenza del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II ha offerto l'occasione per un numero considerevole di commemorazioni, incontri di studio e pubblicazioni di varia natura. Si è così ravvivato il dibattito sul significato storico e teologico dell'assise conciliare che, tra il 1962 e il 1965, ha perseguito il disegno di rinnovare il volto della Chiesa cattolica, favorendo una più chiara coscienza della sua identità e della sua missione e indicandole con decisione la via del dialogo con le altre Chiese cristiane, con le tradizioni religiose dell'umanità e con il mondo contemporaneo.

L'Istituto Paolo VI di Brescia ha voluto prendere parte a questa riflessione e ha dedicato il suo XII Colloquio Internazionale di Studio - che si è svolto nella sua sede di Concesio (Brescia) nei giorni 27, 28 e 29 settembre 2013 - a tracciare un bilancio delle posizioni presenti nella vivace discussione attuale sull'interpretazione del Vaticano II, inteso sia come tornante fondamentale nella storia della Chiesa, sia come impulso a ripensare le forme dell'annuncio cristiano in dialogo con una cultura in profonda trasformazione. In continuità con la linea di ricerca tracciata fin dalle origini, l'Istituto ha cercato di mettere in luce il significato dell'azione di Paolo VI nel portare a termine il Concilio e nell'attuarne le indicazioni e di mostrarne il rilievo per l'interpretazione storica e teologica del Vaticano II.
In questi giorni è stato edito il volume degli Atti nella collana «Pubblicazioni dell'Istituto Paolo VI» (n. 35), a cura di Enrica Rosanna, FMA .
Il volume pubblica i testi delle relazioni di Michael Paul Gallagher (The style of Paul VI and the style of Vatican II), Evelyne Maurice (Paul VI et la Curie Romaine), Philippe Levillain (Le choix du Conclave et les choix de Paul VI), Philippe Chenaux (Paul VI et la réorganisation des travaux du Concile), Jean-Dominique Durand (Le Concile Vatican II: une histoire complexe), Franco Giulio Brambilla (L'interpretazione teologica del Vaticano II: categorie, orientamenti, questioni), Gilles Routhier (L'herméneutique de Vatican II chez Paul VI), Giovanni Miccoli (Marcel Lefebvre e Paolo VI), Juan María Laboa Gallego (Pablo VI y los Obispos españoles), Philippe Roy-Lysencourt (Le Cœtus Internationalis Patrum et Paul VI au Concile Vatican II), Jan-Heiner Tück (Das Konzil und die Moderne. Geschichtliche Selbstvergewisserung und Dialogische Öffnung auf dem II. Vatikanischen Konzil), Annibale Zambarbieri (Dissonanze e accordi. Note su Paolo VI e i Vescovi italiani al Vaticano II), unitamente all'Introduzione ai lavori e alle Conclusioni del Card. Paul Poupard e agli interventi della discussione nelle diverse Sessioni del Colloquio.
Insieme a contributi di carattere generale sull'interpretazione del Vaticano II, dunque, si trovano nel volume approfondimenti dedicati a illustrare la relazione tra papa Montini e l'assemblea conciliare e i modi in cui il suo stile personale e pastorale ha influenzato quello del Vaticano II. Lo stile di Paolo VI nel guidare il Concilio e l'avvio della ricezione del suo insegnamento nella stagione postconciliare si rivela con particolare evidenza nelle relazioni da lui stabilite con singoli episcopati nazionali e con gruppi organizzati all'interno dell'assemblea conciliare. A questo aspetto del dialogo sono dedicati alcuni contributi che esaminano analiticamente l'azione di Paolo VI verso singoli episcopati e componenti dell'assemblea che si trovavano su posizioni critiche rispetto all'orientamento prevalente nel corpo episcopale. È così possibile cogliere in esercizio alcune forme d'interazione tra Papa e Collegio episcopale che meritano l'attenzione degli studiosi delle dinamiche conciliari e offrono insegnamenti attuali anche a cinquant'anni dalla conclusione del Vaticano II.